L’oggetto estetico proietta il proprio compimento nella lettura attenta e strumentata, complice, integrativa; resta un muto spartito, un treno d’onde di pure virtualità finché non viene “eseguito”, convertito in entità olisticamente articolata, si direbbe quasi catalizzato dall’atto critico, autentico acceleratore di particelle cui è dato svelare un numero teoricamente infinito di livelli successivi di realtà testuale ignoti allo stesso produttore.
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hace 3 meses
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