Istituita nel Regno di Sardegna da Vittorio Amedeo III "per ufficiali inferiori e soldati che avevano fatto azioni di segnalato valore in guerra" recava, nel dritto, il profilo del re e, nel verso, un trofeo di bandiere e la scritta "al valore". Vittorio Emanuele I la soppresse per sostituirla il 14 agosto 1815 con l'Ordine militare di Savoia. Toccò a Carlo Alberto di Savoia ripristinarla, con regio biglietto del 26 marzo 1833, e anzi di aggiungervi la medaglia d'argento e la menzione onorevole al valor militare. Furono confermate nel 1861 da Vittorio Emanuele II dopo l'unità d'Italia. Le menzioni onorevole verranno automaticamente convertite in medaglie di bronzo al valor militare quando quest'ultima onorificenza sarà creata nel 1887. Le caratteristiche: sul dritto, lo scudo sabaudo con rami d'alloro, la corona reale e la scritta «al valor militare»; sul rovescio due rami di alloro che racchiudevano il nome del decorato, il luogo e la data dell'azione. Vittorio Emanuele III di Savoia, con regio decreto n. 1423 del 4 novembre 1932, emanò le nuove disposizioni per la concessione delle medaglie, unitamente alla croce di guerra al valor militare. Durante la seconda guerra mondiale la neocostituita Repubblica Sociale Italiana, nell'arco temporale 1943-1945 successivo all'armistizio di Cassibile, adottò un riconoscimento governativo analogo a quello vigente all'epoca nel Regno d'Italia e recante l'effigie del gladio in luogo delle insegne regie; tale riconoscimento non fu mai legalmente riconosciuto dal Regno stesso, né successivamente dalla Repubblica italiana. Dalla proclamazione della Repubblica, il 2 giugno 1946, lo scudo sabaudo è stato sostituito dall'emblema della Repubblica Italiana.
