Mi chiamo Nelson Rolihlahla Mandela, sono nato nel 1918 in un piccolo villaggio del Sudafrica. Sono cresciuto tra le tradizioni del mio popolo, ma presto ho capito che il mio Paese era diviso dall’ingiustizia. L’apartheid separava le persone per il colore della pelle, negando diritti e dignità alla maggioranza nera. Ho scelto di studiare legge, perché credevo che la conoscenza fosse uno strumento di libertà. A Johannesburg ho visto la sofferenza quotidiana della mia gente, e ho deciso di non restare in silenzio. Sono entrato nell’African National Congress, per lottare contro la discriminazione e l’oppressione. La mia scelta mi ha portato all’arresto, e a una condanna all’ergastolo. Ho trascorso ventisette anni in prigione, molti dei quali a Robben Island. Le condizioni erano dure, ma la mia speranza non è mai stata spezzata. In carcere ho imparato la disciplina, la pazienza, e il valore del perdono. Quando sono stato liberato nel 1990, non portavo odio nel cuore. Ho scelto la riconciliazione, perché la pace era l’unica strada per il futuro. Nel 1994 il mio popolo ha votato liberamente per la prima volta. Sono diventato il primo presidente nero del Sudafrica democratico. La mia vita è stata dedicata alla libertà, alla dignità, e alla costruzione di una nazione unita.