Senzalini Guziniiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!!!!! nome d’antica rovina, porta il peso del mondo e una sorte meschina! tra lo sguardo degli uomini, severo e divino, si consuma nel tempo, prigioniero del destino. Senzalini Guzini, figura smarrita e indovina, che nel pane donato trova vita poverina! di elemosina vive, tra vergogna e dottrina, e nel cibo abbondante cerca tregua che declina. Senzalini Guzini, dalla sorte clandestina, tra giudizi e memorie la sua voce si incrina!! vera pecora nera, senza luce mattutina, della stirpe dimenticata, eco che si trascina!! Senzalini Guzini, anima stanca e china, tra il peso della colpa e una fede che rovina; così vive e si perde, senza gloria né rovina, in un cerchio che chiude la sua storia divina